Fischiettando Inno alla Gioia all'ombra di un Salice Piangente
PRENDERE DELLE DECISIONI
Ciao ragazzi, inauguro oggi questa mia nuova rubrica chiamata "Fischiettando Inno alla Gioia all'ombra di un Salice Piangente" per parlare di un bel po di cose legate al nostro comportamento. Le mie considerazioni e le mie idee, rapportate con i miei studi, saranno tutte scritte su queste pagine virtuali e spero, per me soprattutto, di farvi un po di luce su qualche vostro dubbio.
Inizio subito dicendovi che ultimamente, ormai da qualche mese, mi ritrovo spesso a pensare all'importanza delle nostre azioni che, nel bene o nel male, contraddistinguono e incidono fortemente su tutta la nostra vita.
Di cosa sto parlando? Semplicisimo: Prendere delle decisioni.
Nonostante prendere una decisione ci sembri una cosa semplice ed immediata, nella maggior parte dei casi, decidere cosa sia giusto o sbagliato, risulta molto più complesso del previsto. Questo, come tanti altri, è solo il primo, di una lunga serie di argomenti, che desidero trattare all'interno del mio blog e, contrariamente a come si potrebbe pensare, non voglio nè darvi consigli nè farvi sorgere eventuali dubbi sulla vostra visione del mondo. L'unica cosa che vi chiedo, se siete davvero intenzionati a leggere, è di non considerare ciò che è scritto come se foste al festival delle ovvietà perchè primo: "tutto", una volta letto, è ovvio e scontato e, secondo: non bisogna mai cadere nell'errore di credere di saper tutto.
Sperando di non annoiarvi e, sperando che possiate prendere spunto per le vostre interpretazioni personali, vi dirò subito che, nonostante la maggior parte delle cose da me scritte hanno una solida base scientifica, non voglio trasformare questo o i prossimi interventi, in una sorta di trattati di neuropsicologia o psicobiologia che, seppur interessanti, finirebbero per annoiarvi.
Come detto precedentemente, quindi, in questo intervento parleremo del nostro comportamento dinanzi a delle scelte che, sebbene ci sembri semplice e ovvio, l'atto del prendere una decisione è piuttosto complesso il quale, espresso da un insieme di processi mentali (o forme di pensiero) combinate con le motivazioni che, a loro volta combinate con dati bisogni psicologici (bisogni di soddisfacimento psicologico) e fisiologici (pulsioni fisiologiche o psicofisiologiche) veicolano il nostro comportamento.
Prima di iniziare a specificare un bel po di cose, vorrei sottolineare che l'ispirazione per questo intervento mi è venuta dopo aver assistito, ascoltato e provato in prima persona, date esperienze e avvenimenti e che, durante l'intervento, per capire meglio ciò che leggerete, usufruirò dell'aiuto di una persona immaginaria (Mister X) che mi porrà domande specifiche sull'argomento (è davvero un curioso). Per non perderci in inutili chiacchiere iniziamo subito questo intervento!
questo intervento!
Di cosa sto parlando? Semplicisimo: Prendere delle decisioni.
Nonostante prendere una decisione ci sembri una cosa semplice ed immediata, nella maggior parte dei casi, decidere cosa sia giusto o sbagliato, risulta molto più complesso del previsto. Questo, come tanti altri, è solo il primo, di una lunga serie di argomenti, che desidero trattare all'interno del mio blog e, contrariamente a come si potrebbe pensare, non voglio nè darvi consigli nè farvi sorgere eventuali dubbi sulla vostra visione del mondo. L'unica cosa che vi chiedo, se siete davvero intenzionati a leggere, è di non considerare ciò che è scritto come se foste al festival delle ovvietà perchè primo: "tutto", una volta letto, è ovvio e scontato e, secondo: non bisogna mai cadere nell'errore di credere di saper tutto.
Sperando di non annoiarvi e, sperando che possiate prendere spunto per le vostre interpretazioni personali, vi dirò subito che, nonostante la maggior parte delle cose da me scritte hanno una solida base scientifica, non voglio trasformare questo o i prossimi interventi, in una sorta di trattati di neuropsicologia o psicobiologia che, seppur interessanti, finirebbero per annoiarvi.
Come detto precedentemente, quindi, in questo intervento parleremo del nostro comportamento dinanzi a delle scelte che, sebbene ci sembri semplice e ovvio, l'atto del prendere una decisione è piuttosto complesso il quale, espresso da un insieme di processi mentali (o forme di pensiero) combinate con le motivazioni che, a loro volta combinate con dati bisogni psicologici (bisogni di soddisfacimento psicologico) e fisiologici (pulsioni fisiologiche o psicofisiologiche) veicolano il nostro comportamento.
Prima di iniziare a specificare un bel po di cose, vorrei sottolineare che l'ispirazione per questo intervento mi è venuta dopo aver assistito, ascoltato e provato in prima persona, date esperienze e avvenimenti e che, durante l'intervento, per capire meglio ciò che leggerete, usufruirò dell'aiuto di una persona immaginaria (Mister X) che mi porrà domande specifiche sull'argomento (è davvero un curioso). Per non perderci in inutili chiacchiere iniziamo subito questo intervento!
questo intervento!
LE DECISIONI
Chi non si è mai trovato dinanzi al problema di prendere una decisione avendo a disposizione delle scelte? Ovviamente nessuno.
Sebbene il saper sempre la strada giusta da prendere sia una componente essenziale della nostra vita, non sempre ciò che pensiamo di sapere su noi stessi si rivela corretto, infatti l'evidenza mostra che vi sono casi incui la persona non sa come muoversi, districarsi o promuovere le sue capacità di discriminare, con sicurezza, date scelte anzichè altre.
Queste persone, e cioè coloro che non riescono a prendere ferme decisioni, solitamente sono da considerarsi insicure e sostanzialmente deboli, inoltre, attraverso le mie osservazioni, ho potuto constatare che i problemi più numerosi legati alle decisioni sono quelli inerenti all'ambito sentimentale e, in modo particolare, alla scelta del partner.
Sebbene il saper sempre la strada giusta da prendere sia una componente essenziale della nostra vita, non sempre ciò che pensiamo di sapere su noi stessi si rivela corretto, infatti l'evidenza mostra che vi sono casi incui la persona non sa come muoversi, districarsi o promuovere le sue capacità di discriminare, con sicurezza, date scelte anzichè altre.
Queste persone, e cioè coloro che non riescono a prendere ferme decisioni, solitamente sono da considerarsi insicure e sostanzialmente deboli, inoltre, attraverso le mie osservazioni, ho potuto constatare che i problemi più numerosi legati alle decisioni sono quelli inerenti all'ambito sentimentale e, in modo particolare, alla scelta del partner.
Mister X: Cosa è una decisione?
Una decisione è prima di tutto una forma comportamento. Questo comportamento, caratterizzato da un insieme di processi mentali, ovvero forme di pensiero che vengono elaborate in funzione del raggiungimento di un dato stato (solitamente piacevole), sono contraddistinte da "motivazioni" o motivi, e cioè forze interne che possono veicolare le nostre scelte di vita attraverso i desideri e il loro grado di intensità. In altre parole, tutte le nostre scelte sono prese in base ad uno specifico oggetto del desiderio in rapporto alla sua intesità di volerlo vedere realizzato. Spesso però, i nostri cambiamenti psicologici e fisiologici, che interagiscono nell'ambito delle decisioni, sono tanto confondibili e male interpretabili che il più delle volte capiamo A anzichè B o, ancor peggio, stravolgiamo così tanto i significati, a tal punto da allontanarci ancor di più dalla loro reale interpretazione.
Per farvi un esempio semplice semplice, prendiamo in esame una metafora che ho chiamato ironicamente "metafora dell'iPod".
Immaginate di avere un iPod (o un qualsiasi altro riproduttore mp3/audio) che possa contenere solamente un brano musicale. Scegliete due canzoni che vi piacciono particolarmente ed ora decidete quale delle due inserire all'interno dell'iPod che, ricordiamoci, è vincolato da uno spazio così ridotto da permettere l'inserimento di una sola canzone.
Nonostante l'esempio sembri molto semplice e banale ho scoperto che questa mia metafora funziona molto più del previsto.
Personalmente a me piacciano molto "Viva la Vida" dei Coldplay e "Human" dei The Killer, so che l'iPod può contenere giusto una sola canzone e so anche che la mia scelta sarà definitiva, e cioè non si sarà modo di tornare indietro. Arrivati a questo punto bisogna fare una piccola considerazione, ovvero: nonostante mi piaccia tantissimo "Human" dei The Killers (l'ascolto e la canticchio ogni tanto), palesemente sarei spinto ad inserire "Human" anzichè "Viva la Vida" che, non ascoltandola più da mesi e mesi, sarei portato a scartarla. Ciò non toglie, comunque, che "Viva la Vida" sia un brano più vicino a me, che mi rappresenti maggiormente e che mi trasferisce più emozioni (senza nulla togliere per la canzone precedente). In definitiva, quindi, la mia decisione è stata presa: "VIVA LA VIDA".
Come si può dedurre, le decisioni non sono dei casi isolati, ma delle vere e proprie scorciatoie mentali ben radicate e vive all'interno di noi stessi. Il solo fatto che io momentaneamente preferisca un oggetto anzichè un altro non contraddistingue la maggiore incidenza di quest ultimo sulla mia vita rispetto a qualche altro oggetto più importante dal punto di vista affettivo ed esistenziale. In altre parole sappiamo già cosa vogliamo, il tutto sta solo nel discriminare le loro particolarità affettive e legate al bisogno.
Mister X: Ma se le decisioni sono già scritte dentro di noi perchè le persone commettono ripetutamente errori?
Ottima domanda. Se ci pensiamo un po è molto comune osservare, nella vita di ogni giorno, persone con comportamenti che vadano oltre le loro normali aspettative, ovvero comportamenti che vadano in contraddizione con i propri bisogni psicologici primari e secondari. Queste persone, che come abbiamo detto precedentemente sono insicure, nella maggior parte dei casi è gente che ha vissuto, per tutto il tempo (o quasi), nella totale sicurezza delle loro capacità, pensando di poter gestire ogni tipo di difficoltà e credendo di poter discriminare, senza alcun problema, le scelte più giuste da quelle sbagliate. Inoltre, nonostante i loro continui sbagli, spesso accade che queste persone non si rendano conto di come i loro errori, per riflesso, possano diventare anche problemi altrui (soddisfacimento personale).
Se vi trovaste in un bosco, all'altezza di un bivio, con un cartello che segnala il sentiero di destra come pericoloso e di difficile percorribilità mentre, quello di sinistra breve ma sicuro, vi domando: quale scegliereste tra i due? Ovviamente quello che implica maggior sicurezza e minor sforzo (quello di sinistra). Questo, come tanti altri, è un semplicissimo esempio per mostrarvi come spesso, anche in presenza di consigli utili, le persone commettano errori di scelta e facciano tutt altro (anche contro le proprie volontà) e, personalmente, per dirla tutta, non mi è ancora chiaro effettivamente del "perchè" di tutto questo ma, soprattutto, del perchè in questa gente, risieda una tale spasmodica pulsione interna, che spinga questi ultimi a fare scelte errate e contraddittorie, sebbene vi siano tutti i presupposti per poterle evitare.
Molto probabilmente, queste scelte, derivano da schemi di vita legati all'abitudinarietà e dall'incapacità di questa gente di adattarsi a nuovi schemi. Proprio da quest'ultima mia considerazione collegheremo un secondo punto strettissimo alle decisione: La soddisfazione personale.
Molto probabilmente, queste scelte, derivano da schemi di vita legati all'abitudinarietà e dall'incapacità di questa gente di adattarsi a nuovi schemi. Proprio da quest'ultima mia considerazione collegheremo un secondo punto strettissimo alle decisione: La soddisfazione personale.
LA SODDISFAZIONE PERSONALE
La soddisfazione personale è il raggiungimento di uno stato fisico e mentale desiderato (solitamente piacevole), questo, a seconda della propria personalità, può presentarsi sotto diversa natura, intensità e gradi di importanza e, lo stesso soddisfacimento, tra i suoi sinonimi, racchiude anche "Accontentamento" o "compiacimento".
Il soddisfacimento personale, affiancato alla tensione interna (o pulsione), del dover ottenere qualcosa ad ogni costo, fa si che la persona, indipendentemente da chi si trovi dinanzi a se, o indipendentemente cosa stia vivendo, generalizzi e minimizzi il tutto, a tal punto di accontentarsi anche di ciò che, sebbene non sia particolarmente desiderato, può, da un certo punto di vista, apportare un certo beneficio aumentando il proprio livello di soddisfazione.
Se per alcuni contesti, questa forma di compiacimento, potrebbe anche essere trascurabile, nell'ambito della psiche e del comportamento, ciò può portare a veri e propri scompensi psichici (insoddisfazione, stress o apaticità) e spesso, malgrado la conoscenza, non ci si rende conto che l'insoddisfazione, come tante altre forme di scompensi psichici, sono risposte emotive dettate da un vero e proprio sfogo personale legate ad un bisogno o bisogni inappagato/i che, pur di essere portato a termine comporta prima uno stato di benessere e, solo in un secondo momento, di malessere.
Il soddisfacimento personale, affiancato alla tensione interna (o pulsione), del dover ottenere qualcosa ad ogni costo, fa si che la persona, indipendentemente da chi si trovi dinanzi a se, o indipendentemente cosa stia vivendo, generalizzi e minimizzi il tutto, a tal punto di accontentarsi anche di ciò che, sebbene non sia particolarmente desiderato, può, da un certo punto di vista, apportare un certo beneficio aumentando il proprio livello di soddisfazione.
Se per alcuni contesti, questa forma di compiacimento, potrebbe anche essere trascurabile, nell'ambito della psiche e del comportamento, ciò può portare a veri e propri scompensi psichici (insoddisfazione, stress o apaticità) e spesso, malgrado la conoscenza, non ci si rende conto che l'insoddisfazione, come tante altre forme di scompensi psichici, sono risposte emotive dettate da un vero e proprio sfogo personale legate ad un bisogno o bisogni inappagato/i che, pur di essere portato a termine comporta prima uno stato di benessere e, solo in un secondo momento, di malessere.
Mister X: Non mi è chiaro. Vuoi dire che spesso prendiamo delle decisioni o ci comportiamo in un dato modo giusto per capriccio?
Si e no. Per questo utilizzerò un esempio!
Immaginate che ci sia un ragazzo di nome Gianni e che questi sia divorato dal desiderio di cioccolata. Gianni, dicevamo, ha a disposizione alcune tavolette di cioccolato (cioccolato alle nocciole e cioccolato bianco) di cui non è specificato nè il numero nè quante tavolette alle nocciole sono presenti rispetto alle bianche e che, la sua preferita, in questo esempio, sia proprio quella al gusto nocciola. Nonostante la preferenza del cioccolato alle nocciole spinga Gianni a mangiare maggiormente quest'ultima anzichè l'altra, non detesta di certo quella bianca che, sebbene gli stuzzichi il desiderio e gli faccia venire l'acquolina in bocca, dopo qualche morso sarà portato a lasciarla, visto il basso grado di incidenza che la cioccolata bianca ha sulle sue preferenze e gusti personali di Gianni.
Detto questo, immaginiamo sempre che Gianni mangi la prima tavoletta di cioccolato alle nocciole e, non riuscendo a trovare ciò che desidera, e cioè altre tavolette di cioccolata alle nocciole, si mangierà la cioccolata bianca che, come abbiamo detto, nonostante gli piaccia, non è di certo tra le sue preferenze più alte (in quanto potrebbe farne tranquillamente a meno) e perciò, visto la poca rilevanza che quest'ultima ha su di se, ne mangierà solo metà.
Immaginate che ci sia un ragazzo di nome Gianni e che questi sia divorato dal desiderio di cioccolata. Gianni, dicevamo, ha a disposizione alcune tavolette di cioccolato (cioccolato alle nocciole e cioccolato bianco) di cui non è specificato nè il numero nè quante tavolette alle nocciole sono presenti rispetto alle bianche e che, la sua preferita, in questo esempio, sia proprio quella al gusto nocciola. Nonostante la preferenza del cioccolato alle nocciole spinga Gianni a mangiare maggiormente quest'ultima anzichè l'altra, non detesta di certo quella bianca che, sebbene gli stuzzichi il desiderio e gli faccia venire l'acquolina in bocca, dopo qualche morso sarà portato a lasciarla, visto il basso grado di incidenza che la cioccolata bianca ha sulle sue preferenze e gusti personali di Gianni.
Detto questo, immaginiamo sempre che Gianni mangi la prima tavoletta di cioccolato alle nocciole e, non riuscendo a trovare ciò che desidera, e cioè altre tavolette di cioccolata alle nocciole, si mangierà la cioccolata bianca che, come abbiamo detto, nonostante gli piaccia, non è di certo tra le sue preferenze più alte (in quanto potrebbe farne tranquillamente a meno) e perciò, visto la poca rilevanza che quest'ultima ha su di se, ne mangierà solo metà.
Quest esempio, facilmente confondibile con il precedente (quello dell'iPod), mostra prima di tutto un'assenza di vincoli di base (infatti non è specificato nè il numero delle tavolette nè quante tavolette alle nocciole ci sono rispetto a quelle bianche). Gianni, osservando che di tavolette al gusto nocciola non se ne vedono e, ricordandosi passivamente della sua necessità di mangiare cioccolata (pulsione - tensione interna), si è diretto verso quella bianca e, mangiandone solo metà si è "giusto accontentato" di quel poco che ho mangiato. Contrariamente, se Gianni avesse avuto a disposizione un'altra tavoletta di cioccolato alle nocciole l'avrebbe divorata tutta.
Mister X: Ma perchè Gianni mangia solo metà della tavoletta bianca anzichè tutta come nel caso della cioccolata alle nocciole?
Semplice: l'incisione che la tavoletta di cioccolata bianca ha su Gianni comporta un insieme di risposte tanto psicologiche quanto fisiologiche (comportamento alimentare) e, l'incidenza che il gusto della cioccolata bianca ha sulle preferenze di Gianni, è tanto minore rispetto a quella alle nocciole che il ragazzo, dopo solo metà, si sentirà sazio e "soddisfatto".
Ritornando al problema di fondo, e cioè "l'accontentamento", Gianni non ha fatto altro che accontentarsi della cioccolata bianca ma, se vogliamo generalizzare il tutto ed espandere i nostri esempi su situazioni più complesse e reali, come abbiamo già accennato precedentemente, possiamo portare in gioco il mondo dei sentimenti nel contesto dell'amore.
La domanda che mi sono sempre posto, nel contesto sentimentale, è come possano delle persone, separatesi da poco tempo, stringere nuovi e forti legami sentimentali, chiudendo un occhio anche su una storia durata molto tempo.
Di risposte in proposito ce ne sarebbero tantissime, ad esempio: paura di rimanere soli, abitudine, desiderio di essere amati e desiderati, ricercatezza di intimità ecc.
La domanda che mi sono sempre posto, nel contesto sentimentale, è come possano delle persone, separatesi da poco tempo, stringere nuovi e forti legami sentimentali, chiudendo un occhio anche su una storia durata molto tempo.
Di risposte in proposito ce ne sarebbero tantissime, ad esempio: paura di rimanere soli, abitudine, desiderio di essere amati e desiderati, ricercatezza di intimità ecc.
Mister X: Ma allora dove inizia e dove finisce l'amore che le persone provano, o provavano, verso una persona? Cosa significa provare dei sentimenti forti quando, dopo un così breve lasso di tempo, possiamo osservare il fenomeno all'interscambiabilità degli oggetti del desiderio?
Ciò lascia perplesso anche me ma, nel bene o nel male, cercherò di spiegare il tutto attraverso i miei soliti esempi. Anche in questo caso la persona deve prendere una decisione ma andiamo per gradi.
DECISIONE & SODDISFAZIONE
Supponiamo che i nostri amici immaginari siano X = Luisa; Y = Sandro; J = Marco che, Luisa sia la protagonista. Sandro e Marco, invece, possano essere identificati come personaggi secondari dove ognuno è antagonista dell'altro.
Luisa, brava e bella ragazza, amava alla follia Sandro ma, per via di incomprensioni e altre storie che non staremo a raccontare si sono lasciati.
La passione ed il sentimento, nel momento in cui i due partner si sono lasciati (e per la restante parte della storia), era ancora viva e forte e, sebbene il loro fidanzamento si sia concluso, ognuno non ha smesso di pensare all'altro.
Puntualizziamo dicendo che il periodo che intercorre tra la separazione dei due ragazzi, sino alla conclusione della storia, è di circa 5 mesi e che, la relazione fra Sandro e Luisa è durata circa 3 anni e mezzo. Ricordiamo anche che nel periodo in cui i ragazzi non sono stati più fidanzati vi è la comparsa di Marco, nuovo ed intrigante personaggio del racconto.
Marco è indubbiamente un bel ragazzo, atletico, spensierato e divertente ma soprattutto attratto da Luisa. Luisa dal canto suo, nonostante qualche titubanza, decide di provare ad uscire con Marco qualche sera (infondo gli piace).
Tra i due nasce un'ottima intesta, l'intimità cresce e la passione anche. Luisa, pian piano si invaghisce di Marco ed entrambi, dopo un breve periodo di tempo, stringono un buon legame sentimentale. Come ultimo step della storia, e forse il più importante, Sandro, ricompare nella vita di Luisa provando a riconquistarla cosa che, d'altrocanto, gli riesce perfettamente. La fine della storia è caratterizzata dall'esclusione di Marco dalla vita di Luisa ed il ritorno di quest'ultima con la sua vecchia e nuovamente fiammeggiante fiamma (Sandro).
Questo esempio è molto importante infatti, non solo racchiude entrambe i punti di discussione di questo intervento, e cioè il problema delle decisioni e l'accontentamento (soddisfazione personale), ma mette anche in risalto situazioni reali di vita quotidiana che molte persone hanno vissuto o stanno tutt'ora vivendo.
Per capire meglio tutto ciò che è accaduto partiamo subito sottolineando di come la prima decisione che si presenta a Luisa, dopo essersi lasciata con il suo ex ragazzo, è "Se uscire o meno con Marco" nonostante la sua relazione con quest ultimo sia durata ben 3 anni e mezzo e sapendo che i suoi sentimenti verso Sandro sono ancora vivi. Sebbene la decisione più giusta da prendere sarebbe quella di non accettare e far mente locale della situazione, la ragazza sceglie di uscire con Marco.
In questo caso, la decisione, più che da un bisogno vero e proprio, è vincolata da una Pulsione sessuale, ovvero dal voler intraprendere un legame sentimentale, o di essere desiderata ad ogni costo, indipendentemente da cosa possa provare l'altra persona. In altre parole "solo per se stessi".
In secondo luogo osserviamo ad una incoerenza di Luisa nei confronti di se stessa e dei propri sentimenti, infatti, non solo la ragazza tradisce indirettamente Sandro, persona che in lei stimola ancora il desiderio e per questo amata, ma tradisce anche i propri sentimenti verso Sandro stesso a tal punto che i problemi legati alla decisione, e cioè del "cosa è più giusto", sfocino nella soddisfazione personale o, in altre parole, l'accontentamento: (non è proprio ciò che desidero ma se mi può far star meglio ben venga).
In questo caso, la decisione, più che da un bisogno vero e proprio, è vincolata da una Pulsione sessuale, ovvero dal voler intraprendere un legame sentimentale, o di essere desiderata ad ogni costo, indipendentemente da cosa possa provare l'altra persona. In altre parole "solo per se stessi".
In secondo luogo osserviamo ad una incoerenza di Luisa nei confronti di se stessa e dei propri sentimenti, infatti, non solo la ragazza tradisce indirettamente Sandro, persona che in lei stimola ancora il desiderio e per questo amata, ma tradisce anche i propri sentimenti verso Sandro stesso a tal punto che i problemi legati alla decisione, e cioè del "cosa è più giusto", sfocino nella soddisfazione personale o, in altre parole, l'accontentamento: (non è proprio ciò che desidero ma se mi può far star meglio ben venga).
Mister X: Ma allora se Luisa è innamorata ancora di Sandro perchè sta intraprendendo una relazione con Marco?
Semplice, la ragazza non sa fare a meno di relazioni e, spinta da Pulsioni sessuali interne, di difficile contenimento, riversa tutta la sua tristezza sulla ricerca di relazioni solo per il suo ed unico bene. Le pulsioni sessuali quindi, possiamo definirle come bisogni inappagati che, aumentando sempre di più la loro tensione in rapporto all'insoddisfazione, raggiungono un livello critico il cui contenimento diventa tutto o "quasi" incontenibile*.
La ragazza (Luisa), nonostante abbia mostrato incoerenza e incapacità di capire i propri sentimenti, dimostra, nel momento incui ricompare Sandro uno slittamento della propria tristezza anche verso Marco di cui si disfa velocemente per essere riconquistata da Sandro. Quest'ultima parte mette in evidenza come le proprie preferenze decisionali sono già dettate e scritte dentro di noi (ed è quì che ci ricolleghiamo al primo punto "le decisioni") e di come alcune scelte, dettate solo per il proprio compiacimento, portino anche male ad altre persone.
Per concludere si può dire che Luisa è una ragazza fragile, debole e insicura, dotata di poca autostima e incapacità di capire i propri sentimenti e, non solo ha tenuto meno ai suoi sentimenti ancora vivi e forti verso Sandro, ma ha anche mostrato la volatilità dei suoi sentimenti dinanzi a casi simili ragion percui l'introspezione vien meno.
La ragazza (Luisa), nonostante abbia mostrato incoerenza e incapacità di capire i propri sentimenti, dimostra, nel momento incui ricompare Sandro uno slittamento della propria tristezza anche verso Marco di cui si disfa velocemente per essere riconquistata da Sandro. Quest'ultima parte mette in evidenza come le proprie preferenze decisionali sono già dettate e scritte dentro di noi (ed è quì che ci ricolleghiamo al primo punto "le decisioni") e di come alcune scelte, dettate solo per il proprio compiacimento, portino anche male ad altre persone.
Per concludere si può dire che Luisa è una ragazza fragile, debole e insicura, dotata di poca autostima e incapacità di capire i propri sentimenti e, non solo ha tenuto meno ai suoi sentimenti ancora vivi e forti verso Sandro, ma ha anche mostrato la volatilità dei suoi sentimenti dinanzi a casi simili ragion percui l'introspezione vien meno.
Mister X: Non mi hai ancora risposto!! Dov'è allora il sentimento chiamato "amore"!? Dove inizia e dove finisce?
Bella domanda, chi lo sa? Tu lo sai? .. No? Ebbene, l'amore subentra soprattutto con il "Bisogno di relazione" e cioè quel particolare motivo che spinge il nostro comportamento al desiderio. Contrariamente alle pulsioni sessuali (che non sono necessariamente dei bisogni spasmodici di ricerca carnale) il bisogno di relazione è un desiderio che può attenderee, aspetta il momento giusto e non si ferma ad ogni possibile scelta dettata da target.
Mister X: Ma se Luisa avesse incontrato Marco durante la sua relazione con Sandro che sarebbe accaduto?
Beh penso proprio nulla, infondo Luisa sarebbe stata cieca per ogni altra persona tranne che per Sandro. L'attimo incui i vincoli di relazione sono venuti meno, anche la libertà della persona, nel bene o nel male, si è fatta sentire, sfociando nella ricerca assoluta e spasmodica di una relazione. Il gesto o l'intenzione, che però bisogna condannare, è stato quello incui la stessa Luisa ha tradito i suoi sentimenti verso Sandro (anche se i due non erano più fidanzati). Da un certo punto di vista, essendo che i sentimenti di Luisa verso Sandro, anche nel periodo incui non erano più fidanzati, erano forti, la ragazza, in un modo o nell'altro, ha tradito Sandro e questo, se ci pensate un po, è davvero impensabile, a patto che Luisa non amasse Sandro.
Ebbene, ragazzi e ragazze, siamo arrivati alla fine di questo intervento. Come avete visto non ho voluto dare nessun consiglio o dritta proprio come mi ero prefissato sin dall'inizio. I consigli, in quanto tali, sono giusti solo in date circostanze e occasioni, e vengono dati in base al tipo di situazione personale che la persona vive e percui chiede aiuto.
La cosa più importante è fare mente locale, capire se stessi e non pensare solo ed esclusivamente tramite il cuore (lo stesso cuore, ricordatevi, è veicolato dal nostro cervello). Nonostante l'intervento è stato molto complesso e per nulla semplice spero di esservi stato d'aiuto in qualche modo, sia per far luce su date particolarità del comportamento (magari vi trovate in ciò che ho scritto) sia per chiarire qualche dubbio che è dentro di voi. Di cose da dire ne avrei avute ancora tante e spero, che un giorno io possa approfondire questo mio argomento (anche in un altro contesto oltre che il blog)Bene raga, non so quando scriverò dinuovo un nuovo intervento, ma vi prometto che scriverò ancora qualcosa per la rubrica "Fischiettando Inno alla Gioia all'ombra di un Salice Piangente".
Bene, sono stanco e voglioso di fan cazzismo.. Tutto questo scrivere mi ha rotto: Ci vediamo/sentiamo/leggiamo.
Byeeee!!!!
La cosa più importante è fare mente locale, capire se stessi e non pensare solo ed esclusivamente tramite il cuore (lo stesso cuore, ricordatevi, è veicolato dal nostro cervello). Nonostante l'intervento è stato molto complesso e per nulla semplice spero di esservi stato d'aiuto in qualche modo, sia per far luce su date particolarità del comportamento (magari vi trovate in ciò che ho scritto) sia per chiarire qualche dubbio che è dentro di voi. Di cose da dire ne avrei avute ancora tante e spero, che un giorno io possa approfondire questo mio argomento (anche in un altro contesto oltre che il blog)Bene raga, non so quando scriverò dinuovo un nuovo intervento, ma vi prometto che scriverò ancora qualcosa per la rubrica "Fischiettando Inno alla Gioia all'ombra di un Salice Piangente".
Bene, sono stanco e voglioso di fan cazzismo.. Tutto questo scrivere mi ha rotto: Ci vediamo/sentiamo/leggiamo.
Byeeee!!!!
*Dipende dalle situazioni e dalle circostanze
Ciao a tutti!
Apro questo nuovo blog per poter inserire i miei pensieri, le mie considerazioni, le mie paure e tutto ciò che riguarda me e mi sta attorno. La grafica, come potete vedere, è molto semplice e per nulla arrogante.
Nonostante questo sia solo un post di prova spero di poter scrivere qualcosa al più presto e, perchè no, rendervi partecipi di alcune mie considerazioni.
Ora non mi resta che salutarvi e darvi l'appuntamento ad un mio nuovo post! Ciauuu!
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